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martedì, 30 gennaio 2007
Ho scritto nel diario del mio cuore tutte l’emozioni che m’hai donato, le favolose gioie dell’amore e le delizie che m’hai sempre regalato. Su ogni rosa ho scritto:amore, amore, sulle mie labbra il tuo nome ho tatuato, quel nome che mi dà tanto calore come il tuo bacio di profumo colorato. Ho scritto lungo il viale della vita l’immensità del nostro grande amore, ove una rosa non si è mai appassita perché ha messo la radice nel mio cuore.
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Pietro121 alle 22:19 | venerdì, 26 gennaio 2007
Al cinguettar del pettirosso mi desto e triste mi ritrovo a nuova vita, scruto intorno con lo sguardo mesto, cerco qualcosa che mi fu rapita. Nel sogno mi sei tanto vicina, allor cullato di cotanto amore dimentico ogni pena, o mia divina, e stretta a me ti tengo come un fiore. Ma nel destarmi tu sparisci e muori e la malinconia il cuor mi gela! Navigo in un mare di dolori, su una barca senza rotta e senza vela. In quel mare gettar vorrei queste mie pene e sbarcare nel dolce mondo dell’amore, là dove un bene cerca un altro bene, là dove un cuore cerca un altro cuore.
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Pietro121 alle 22:04 | giovedì, 18 gennaio 2007
Ti contemplo con la passione languida d’amore, con la struggente voglia d’un’amante, con quell’ardor che divampa nel mio cuore cercandoti nel nulla ogni istante. Ma dove sei, dolce beltà divina? In quale amaco s’assopiscono le forme? Mi sei lontana, ma t’odo a me vicina come in un sogno evanescente e informe. Mi sfugge la figura, irraggiungibile è la meta, e nell’incoscio amaro dell’immaginario il mio cuore or s’attrista, or s’allieta e navigar si sente in un calvario. Di quanta soavità, quel Dio supremo, vestire volle la sublime tua figura? Darti lo splendor immenso, estremo, che possedere può soltanto madre natura? Più ti miro e più sento il cuore favellare frasi che d’altro non parlano che d’amore: è mai guardando il dolce ciel stellare, ma mirando rimirando tutto il tuo splendore. Splendono gli occhi tuoi del dolce raggio che ridestare fa ogni gelato cuore come ridestar fa il caldo maggio la sonnolenta vita d’ogni fiore. La grazia, la beltà, la melodia, i gesti, i lineamenti, la simmetria, le movenze, la geometrica sincronia: tutto racchiuso nella più sublime poesia. Tutta vestita di fulgido splendore in un scintillar di stelle colorate che il ciel ti donò con tanto amore e d’oro tutte quante l’ha imbrattate. Ove tu vivi eterno resta il giorno, il sole splende d’oro cristallino, chi t’incontra mai più farà ritorno, ma notte e giorno ti starà vicino. Vicino col corpo, con la mente e con il cuore, in un vortice furente di passione, in un tripudio ardente di quell’amore che spesso dar non sa che disillusione. (ispirato da mio fratello Rocco A. - 17/1/2007)
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Pietro121 alle 16:13 | domenica, 14 gennaio 2007
SOAVE Mia fulgida stella, dolce soave amore, sei ancor più bella d’ogni magico fiore. Sei tu divina, pura, d’ogni beltà sei pria, luce che mai s’oscura, luce che ognun desia. Di venere più bella, del sole più radiosa, sei frale, tenerella come un bocciol di rosa. Fai palpitare il cuore D’ogni bramosa voglia, nell’alma mia un tremore come al vento la foglia. Io ti miro e fremo, pavento ogni mio agire, sono imballato e cremo, mi sento di morire. Sei dolce, celestiale, sei ogni caro bene, nel mio cuore un fortunale che spezzar vuol le catene di questo pavido cuore. Voglio la libertà di questo immenso amore che prigioniero mi fa. Voglio delle stelle il cuore, della luna il manto per te, immenso amore, per te mio fior d’acanto. Sento nel cuor la squilla, sento forte il desio, la tua beltà ch’assilla tutto l’esser mio. Amarti è il mio desio fino all’eternità, entrare in te con dio e la mia felicità. (composto da mio fratello Rocco A.)
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Pietro121 alle 22:37 | martedì, 09 gennaio 2007
IL PIANTO D’UN FIGLIO I giorni sono freddi, ormai, senza il tuo amore, mamma. Sei andata via e più non tornerai a spegnere,del dolor,la mia fiamma! Odo ancor negli occhi miei il mormorio del pianto! Cosa per ridarti la vita non farei! T’ho amato e t’amo ancor tanto. S’è spento il focolare dell’amore, s’è spento il tuo sorriso, madre mia, nel cuor echeggia il pianto, il dolore, la vita è piena di malinconia. Vedo dinnanzi a me l’ombra d’una croce, solo essa è vera! Il pianto mi sopprime allor la voce, è dentro al cuore echeggia una preghiera. Oh, madre, madre mia! Bontà dei figli tuoi, or nell’oscura via, guidaci ancor, se puoi! D’ogni alba incerto È il cammino, fisso lo sguardo nel nulla! Te cercando, madre, ritorno bambino, ma tu sei nella terra brulla! (ispirato da mio fratello Rocco A.)
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Pietro121 alle 17:50 | venerdì, 05 gennaio 2007
DORME LA NOTTE Dorme la notte, il cielo è sereno! Lieto s’ode, della terra, il respiro. Posa la luna, col suo raggio dorato, su ogni figura che la notte disegna. Vien dallo stagno un gracidar che rompe, della notte, il silenzio. S’inseguon le stelle, formando una scia, di saette brillante, che incendiano il cielo. Quando il giorno ritorna la luna si spegne, tacciono i grilli, la rana s’asconde. A frotte le donne dirette al mercato parlando del sogno che la notte ha portato. (composto da mio fratello Rocco A.)
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Pietro121 alle 17:46 | mercoledì, 03 gennaio 2007
IL GIORNO IN CUI Il giorno in cui fiorì il loto,
~ Rabindranath Tagore ~
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Pietro121 alle 17:25 |
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utente anonimo in … E LA ...
Adriano
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