L'AVVENIRE DI UN POETA Un poeta che compone i versi, e senza alterarne la struttura fondamentale, utili ora a chiarire meglio un concetto, ora a rendere più viva un'immagine, ora a completare con più numerosi particolari con una descrizione moderna, ora a completare la memoria, ora a mettere in risalto un termine morale artistico. La poesia trae l'ispirazione della natura di vita e d'animo. L'immaginazione è la somma delle operazioni di tutte le facoltà dell'uomo: sensi, memoria, fantasia, sentimento, intelletto, volontà. L'estro poetico che è di natura spirituale che estrae a caso un'immagine qui, un'idea là.

 

 

 

 


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sabato, 24 febbraio 2007


 

IL DOLORE DI MARIA

 

Diletto mio figlio!

Innocente mio giglio,

non odi il pianto

di colei che t’ama tanto?

 

L’odio, o madre addolorata!

Ti vedo, o sconsolata!

Odo la tua dolente voce

Per me, tuo figlio in croce.

 

Di ferite sei straziato,

o mio grande bene amato!

Il tuo sangue scorre lento,

i tuoi palpiti, gravi, sento.

 

No, non piangere, o madre mia,

tergi il tuo pianto, o Maria,

la mia morte è sol vittoria!

Odi? In ciel cantano a gloria.

 

Il mio strazio divien più forte!

Come non piangere per la tua morte?

Oh, figlio mio morente

Su questa croce possente!

 

Non rinnovellar il tuo dolore,

mamma, io sono il redentore!

Quel che loro or non sanno

Con la mia morte lo capiranno.

 

Perché t’hanno ucciso,

mio tenero fiordaliso?

Perché t’hanno bestemmiato

E di spine incoronato?

 

O, Madre mia! Non credono al vero

E percorrono l’oscuro sentiero!

Percorrono la via dell’inferno

E non credono al dono eterno.

 

Figlio! Figlio mio diletto,

grande amor mio benedetto,

perché lasci tua madre Maria

nel dolore e nell’agonia?

 

Devo andare, o diletta Madre,

perché mi chiama l’eterno Padre.

Là, in ciel ti rivedrò, o pia,

o piangente madre Maria!

 

Figlio! Figlio, sei morto?

No!!! Parlami ancora, ti esorto!

Rispondi alla Madre prostrata;

rispondi alla tua addolorata!

 

Il tuo sguardo, madre, è fisso

Su di me qui crocefisso,

guardi le mie ferite, la mia corona;

oh madre, com’io anche tu perdona!

 

Oh, madre, dolente mio bene,

nel regno dei cieli ti attenderò;

allor m’avrai senza più catene

sicché le braccia tenderti potrò.

 

(composto da mio caro fratello Rocco A.)


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venerdì, 23 febbraio 2007


 

 
 
L’INSANO GESTO
 
Un fiume amaro scorre nel mio cuore
ove annegano i mille miei pensieri
senza trovare il minimo bagliore
di quell’arcano e tacito perché,
 
un perché che strugge ogni vita
e tacito rimane nel mistero
giocando a suo piacere la partita
avvolta d’una tenebra vigliacca.
 
Ricordo i giorni lieti, l’allegria
di quando la tua mente senza tarlo
non era mai colta di malinconia,
ma di voglia sana, dolce e spensierata.
 
Quale imput ti tolse la ragione?
Quale fato guidò l’insano gesto?
Quale arcano scatenò la ribellione
ledendo la tua mente e il debol cuore?
 
Te ne sei andato nel mistero più assoluto!
Incomprensibile lo gesto, la follia!
Amaramente ti porgo l’ultimo saluto
rimembrando la tua lieta compagnia.
 
 


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giovedì, 22 febbraio 2007


 

A FIORENZO BIAGINI

Ad un compagno d’illusioni
che non sono più delusioni
sulla tua testa

avevi una macchia di neve 
e speriamo che sei

su una bianca nuvola lieve
noi siamo qui a sperare
e tu aiutaci a sognare.....

 

I tuoi ex-compagni d’Istituto

“Tommaso Pendola” Siena

 

(Michele Ruscica di Siracusa)

 

 

 


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martedì, 20 febbraio 2007



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venerdì, 16 febbraio 2007


LA POESIA HA UN’ANIMA…

 

La poesia è una splendida fanciulla

ascosa in un libro bianco di magia

che tra una rima e l’altra si trastulla

con somma arte e tanta fantasia.

 

Silenziosa naviga nel cuore,

scava nei meandri del poeta,

lo ispira a parlar sempre d’amore

perché è l’amore che la rende lieta.

 

Si espande nell’alma come un fiore

col suo effluvio sublime e immacolato.

Non s’ode camminare, non fa rumore,

entra nel cuore col passo suo felpato.

 

Lei solo col poeta fa l’amore,

solo da lui vuole essere baciata.

… E quando non s’incendia di calore

si sente essere libera o alternata.

 

Senza la rima si sente fredda, spoglia,

assalita da grande malinconia,

strappata dal suo ceppo come foglia

e impietosamente dispersa per la via.

 

 

(composto da mio caro fratello Rocco alle ore 17)

 


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giovedì, 15 febbraio 2007


 

 

Sei umile, bella, sei soave;

ma non t’accorgi della tua purezza!

Il tuo cuore è sempre più grave

di pensieri che non san di dolcezza.

 

Della vita tu struggi il desio

di fanciulla che sogna l’amore

e ti scordi di avere quel Dio

che fa battere sempre il tuo cuore.

 

Guarda il cielo, le stelle, la luna,

apri il cuore, rifletti, ragiona.

Tu ti credi già morta, nessuna.

“Non v’è pianto che fine sanziona.”

 

Un sorriso, un abbraccio a quel sole

Che ogni giorno riscalda il tuo cuore,

che fa crescere bene le viole

in omaggio alla vita, all’amore.

 

Anche tu, più splendente che mai,

rigermoglia più forte il desio

d’una vita monda di guai

che da sola ti crei nel tuo io.

 

La vita è il dono più bello,

è un gioiello che brilla nel cuore,

è il fiore di Dio all’occhiello

fabbricato col massimo amore.

 

(composto da mio caro fratello Rocco A.)


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mercoledì, 07 febbraio 2007


 

 

Ogni vita ha la sua croce

dal gran peso che la strugge

e se non sa alzar la voce

lentamente si distrugge.

 

La ferita d’ogni cuore

va curata con l’orgoglio,

non necessita il dottore

per rimuovere lo scoglio

 

che lo tiene prigioniero

soffocandolo con ira

nell’orribile sentiero,

ove odio e male spira.

 

Quanto male oscura il mondo

e lo prostra nell’immane?

Nel dolore più profondo

con riose voglie insane?

 

Un dolore m’attanaglia

pel tuo pianto disperato,

pel tuo fato che si scaglia

con tant’odio avvelenato

 

sul tuo essere madre, sposa,

vinta e preda d’ogni male,

inseguita senza posa

da tant’odio tristo e bestiale!

 

Nelle vie del tuo cuore

una voce disperata

anelante un po’ d’amore

dalla prole dal tuo grembo nata.

 

Ma il silenzio il cuor t’infiamma

distruggendoti la vita:

“ Vita sacra d’ogni mamma

dal buon Dio concepita.”

 

Alza gli occhi, guarda in cielo,

parla un po’ col Redentore,

getta via quel gran velo

pien di pianto e di dolore

 

Quella bimba a te carpita

ti gettò in un triste dramma;

ma non dir ch’è già finita:

“I figli tornano sempre dalla mamma!!!”

 

\                  (composto in data 6/2/2007 da mio fratello Rocco A.)  

 


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lunedì, 05 febbraio 2007


NEL CUORE

 

Sei  come  un  petalo  di  rosa

racchiuso nello scrigno dell’amore,

sei la più grande e bella cosa

ch’entrare poteva nel mio cuore.

 


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