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sabato, 24 febbraio 2007
IL DOLORE DI MARIA Diletto mio figlio! Innocente mio giglio, non odi il pianto di colei che t’ama tanto? L’odio, o madre addolorata! Ti vedo, o sconsolata! Odo la tua dolente voce Per me, tuo figlio in croce. Di ferite sei straziato, o mio grande bene amato! Il tuo sangue scorre lento, i tuoi palpiti, gravi, sento. No, non piangere, o madre mia, tergi il tuo pianto, o Maria, la mia morte è sol vittoria! Odi? In ciel cantano a gloria. Il mio strazio divien più forte! Come non piangere per la tua morte? Oh, figlio mio morente Su questa croce possente! Non rinnovellar il tuo dolore, mamma, io sono il redentore! Quel che loro or non sanno Con la mia morte lo capiranno. Perché t’hanno ucciso, mio tenero fiordaliso? Perché t’hanno bestemmiato E di spine incoronato? O, Madre mia! Non credono al vero E percorrono l’oscuro sentiero! Percorrono la via dell’inferno E non credono al dono eterno. Figlio! Figlio mio diletto, grande amor mio benedetto, perché lasci tua madre Maria nel dolore e nell’agonia? Devo andare, o diletta Madre, perché mi chiama l’eterno Padre. Là, in ciel ti rivedrò, o pia, o piangente madre Maria! Figlio! Figlio, sei morto? No!!! Parlami ancora, ti esorto! Rispondi alla Madre prostrata; rispondi alla tua addolorata! Il tuo sguardo, madre, è fisso Su di me qui crocefisso, guardi le mie ferite, la mia corona; oh madre, com’io anche tu perdona! Oh, madre, dolente mio bene, nel regno dei cieli ti attenderò; allor m’avrai senza più catene sicché le braccia tenderti potrò. (composto da mio caro fratello Rocco A.)
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Pietro121 alle 15:19 | venerdì, 23 febbraio 2007
L’INSANO GESTO
Un fiume amaro scorre nel mio cuore
ove annegano i mille miei pensieri
senza trovare il minimo bagliore
di quell’arcano e tacito perché,
un perché che strugge ogni vita
e tacito rimane nel mistero
giocando a suo piacere la partita
avvolta d’una tenebra vigliacca.
Ricordo i giorni lieti, l’allegria
di quando la tua mente senza tarlo
non era mai colta di malinconia,
ma di voglia sana, dolce e spensierata.
Quale imput ti tolse la ragione?
Quale fato guidò l’insano gesto?
Quale arcano scatenò la ribellione
ledendo la tua mente e il debol cuore?
Te ne sei andato nel mistero più assoluto!
Incomprensibile lo gesto, la follia!
Amaramente ti porgo l’ultimo saluto
rimembrando la tua lieta compagnia.
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Pietro121 alle 19:32 | giovedì, 22 febbraio 2007
A FIORENZO BIAGINI avevi una macchia di neve su una bianca nuvola lieve
I tuoi ex-compagni d’Istituto “Tommaso Pendola” Siena
(Michele Ruscica di Siracusa)
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Pietro121 alle 15:41 | martedì, 20 febbraio 2007
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Pietro121 alle 15:44 | venerdì, 16 febbraio 2007
LA POESIA HA UN’ANIMA… La poesia è una splendida fanciulla ascosa in un libro bianco di magia che tra una rima e l’altra si trastulla con somma arte e tanta fantasia. Silenziosa naviga nel cuore, scava nei meandri del poeta, lo ispira a parlar sempre d’amore perché è l’amore che la rende lieta. Si espande nell’alma come un fiore col suo effluvio sublime e immacolato. Non s’ode camminare, non fa rumore, entra nel cuore col passo suo felpato. Lei solo col poeta fa l’amore, solo da lui vuole essere baciata. … E quando non s’incendia di calore si sente essere libera o alternata. Senza la rima si sente fredda, spoglia, assalita da grande malinconia, strappata dal suo ceppo come foglia e impietosamente dispersa per la via. (composto da mio caro fratello Rocco alle ore 17)
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Pietro121 alle 22:24 | giovedì, 15 febbraio 2007
Sei umile, bella, sei soave; ma non t’accorgi della tua purezza! Il tuo cuore è sempre più grave di pensieri che non san di dolcezza. Della vita tu struggi il desio di fanciulla che sogna l’amore e ti scordi di avere quel Dio che fa battere sempre il tuo cuore. Guarda il cielo, le stelle, la luna, apri il cuore, rifletti, ragiona. Tu ti credi già morta, nessuna. “Non v’è pianto che fine sanziona.” Un sorriso, un abbraccio a quel sole Che ogni giorno riscalda il tuo cuore, che fa crescere bene le viole in omaggio alla vita, all’amore. Anche tu, più splendente che mai, rigermoglia più forte il desio d’una vita monda di guai che da sola ti crei nel tuo io. La vita è il dono più bello, è un gioiello che brilla nel cuore, è il fiore di Dio all’occhiello fabbricato col massimo amore. (composto da mio caro fratello Rocco A.)
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Pietro121 alle 19:41 | mercoledì, 07 febbraio 2007
Ogni vita ha la sua croce dal gran peso che la strugge e se non sa alzar la voce lentamente si distrugge. La ferita d’ogni cuore va curata con l’orgoglio, non necessita il dottore per rimuovere lo scoglio che lo tiene prigioniero soffocandolo con ira nell’orribile sentiero, ove odio e male spira. Quanto male oscura il mondo e lo prostra nell’immane? Nel dolore più profondo con riose voglie insane? Un dolore m’attanaglia pel tuo pianto disperato, pel tuo fato che si scaglia con tant’odio avvelenato sul tuo essere madre, sposa, vinta e preda d’ogni male, inseguita senza posa da tant’odio tristo e bestiale! Nelle vie del tuo cuore una voce disperata anelante un po’ d’amore dalla prole dal tuo grembo nata. Ma il silenzio il cuor t’infiamma distruggendoti la vita: “ Vita sacra d’ogni mamma dal buon Dio concepita.” Alza gli occhi, guarda in cielo, parla un po’ col Redentore, getta via quel gran velo pien di pianto e di dolore Quella bimba a te carpita ti gettò in un triste dramma; ma non dir ch’è già finita: “I figli tornano sempre dalla mamma!!!” \ (composto in data 6/2/2007 da mio fratello Rocco A.)
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Pietro121 alle 20:31 | lunedì, 05 febbraio 2007
NEL CUORE Sei come un petalo di rosa racchiuso nello scrigno dell’amore, sei la più grande e bella cosa ch’entrare poteva nel mio cuore.
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Pietro121 alle 22:12 |
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utente anonimo in … E LA ...
Adriano
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