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sabato, 22 dicembre 2007
Pensieri scritti da
Pietro121 alle 23:57 | sabato, 08 dicembre 2007
ANGELI COL VOLTO DI FANGO Sul volto una vita già vissuta e di povertà satolla all’infinito che buon vedente nota, guarda,addita la nudità già priva di ruggito. Quanti bimbi seminati per la via senza più luce lungo il lor cammino, scevri di paterna compagnia che la pietà commuove anche il divino. A loro dato fu solo la vita, il resto nudità triste, integrale. Concessa mai gli fu quella partita che distinguere li fa dall’animale. La povertà gli stringe forte il cuore, la fame li tormenta e li distrugge con accanito e disuman furore, mentre nel petto il mal forte gli rugge Sono angeli col volto pien di fango avvolti da quel nulla della vita che solo al pensier vedo già che piango dicendomi: “ Perché fu concepita!?” Forgiati sono d’ogni sofferenza con nudo il corpo, macilento il viso che par nati sono a far penitenza ed essere privati dal sorriso. Di cenci, la lor pelle martoriata, s’asconde da quel sol che poco brilla emanando luce tenue, abbacchiata che mai sa dar splendore alla pupilla. Inermi come uccelletti implumi e con le ali mozze dal dolore, non san pregare, né chieder lumi di dove abita la vita, oppur l’amore. Poveri, tristi, soli, abbandonati sull’erma via d’ogni uman calore, e fin dal dì in cui sono nati mai ebbero un pasto caldo, caldo d’amore Privi d’ogni affetto e di carezza, di quel respiro d’aria familiare: il loro pane è solo la tristezza che dai suoi fisi occhi cruda appare. L’immagine che appare è l’infinito, quel volto che asconde la figura causando sempre al cuore quel ruggito che infonde all’alma forte la paura. Dura e spettante sempre appar la scena di qui volti mesti e chiusi nel mistero che danno al corpo tanta rabbia e pena da far sentire addosso il mondo intero. Scheletriti e dalla fame consumati, lasciati come fossero detriti, miseri, con gli arti anchilosati e da nessun amore mai nutriti. Quante volte s’ode un fil di voce che chiede a Dio:” Perché siamo nati e senza peccato già portar la croce che senza pietà sentir ci ha stritolati!?” (composto da mio fratello Rocco Albanese)
Pensieri scritti da
Pietro121 alle 00:25 | domenica, 02 dicembre 2007
… E LA CHIAMO’ MAMMA S’ode un vagito mesto, disperato! è il vagito d’un bimbo appena nato, un umile e indifeso fiorellino avvolto nella ragnatela del destino. Inscatolato, messo tra i rifiuti, a poche ore di vita ancor non compiuti, da colei che senza pianto al cuore l’ha seppellito nel più squallido fetore. E’ tanto triste e amara la sua sorte nel trovarsi già a cospetto con la morte prima di sentire il tepore del sole e l’effluvio delle sublime viole. L’insano grembo che l’ha partorito pietà non ebbe di quel fragile vagito che alla luce s’apriva come un fiore chiedendo solo briciole d’amore! Nulla gli fu concesso della vita se non giocarsi con la morte la partita, partita senza gioco e senza storia, partita senza luce di vittoria! Il freddo gelo gli rubava il cuore e pian piano s’appassiva come un fiore. Con la manina tesa cercava una carezza, un caldo bacio, una piccola dolcezza, un caldo bacio che gli scaldasse il cuore, un caldo bacio colorato d’amore; ma la tenebra gli copriva l’esile vita lasciando sanguinante la ferita. Dov’era l’infanticida snaturata a non udir la dolorosa voce di quella creatura abbandonata che già portava il peso della croce!!!? Un randagio che verso là menava il passo poco mancò di prendere un collasso quando l’olfatto gli parlò d’umana morte, allora sentì al cuore un dolor forte ed una lacrima dagli occhi suoi spuntare, guardò il cielo e cominciò ad ululare! Le stelle quando udito hanno quel pianto scesero sulla terra vestiti da un radioso manto, vestirono quel bimbo di splendido sorriso e cullandolo l’hanno portato in paradiso. Lo posarono tra le braccia della Vergine Maria, colei che raccoglie tutti i bimbi gettati per la via. La Vergine se lo strinse forte al cuore e lo coprì di materno amore. Il bimbo, allor, sentì d’amore la fiamma guardò la Madonna e la chiamò mamma. (composto da mio fratello Rocco Albanese)
Pensieri scritti da
Pietro121 alle 16:06 |
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utente anonimo in … E LA ...
Adriano
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