
LO SPECCHIO DELLA VITA
Quante storie della vita,
della vita d’ogni giorno:
c’è chi vuole farla finita,
c’è chi parte e non fa ritorno.
C’è chi nasce, c’è chi muore,
chi si danna a far quattrini,
c’è chi infine sente al cuore
l’invasione degli strozzini.
C’è chi odia e amor non ha,
c’è chi ama ed è felice,
c’è chi dice che l’onestà
è parola che si dice.
Ci son figli buoni e grati
a chi loro diede la vita,
mentre altri sono ingrati
con la mente inviperita.
C’è chi corre, chi va piano,
chi ti guarda e passa via,
chi sa tendere la mano
ad ognuno, a chicchessia.
C’è chi ammazza il genitore
per rubargli qualche lira
avendo dentro al cuore
poca luce e tanta ira.
C’è chi dice sconsolato,
con il pianto dentro al cuore:
< Ma perché io sono nato
nel più misero grigiore?>
C’è chi ama, sogna, spera
con l’assillo dentro al petto
che la vita triste e nera
forse cangerà d’aspetto.
Ma nel mondo variegato,
reso avido d’amore,
nessun mai s’è ricordato
la parola del Signore.
C’è chi ruba e non lavora,
chi lavora ed è rubato.
C’è chi piange e si addolora
per il misero suo stato.
Questo mondo così bello,
reso viscido e sconnesso,
sia da questo che da quello:
< vien trattato come un cesso!>
C’è chi semina dolore
sul cammino della vita:
c’è chi stenta un po’ d’amore
sempre in ripida salita.
Quante pene? Quanti affanni?
Quante gioie mai vissute?
Quanti amori? Quanti inganni?
Quante offese ricevute?
Non è il mondo la bruttura,
ma chi vi calpesta il suolo:
< La fatiscente creatura
resasi povera, è non solo:
Ceca, avida e fallace,
dura abbietta, senza cuore
distruggendo amore e pace
che a noi donò il Signore,>
C’è chi s’alza e dice basta!
ma non s’ode la sua voce,
dove è nata li è rimasta.
< Allor tace e resta in croce.>
C’è chi viene abbandonato,
chi è gettato tra i rifiuti,
chi deriso e bastonato
da imbecilli e da cornuti.
C’è chi è privo dalla voce,
chi ce l’ha e dir sa nulla.
C’è chi pensa alla sua croce
e alla vita grama e brulla.
C’è chi sente e non risponde,
chi non sente e ti saluta,
chi ti vede e si nasconde
e fa sempre scena muta.
Questo mondo variegato,
nudo, spoglio d’ogni amore,
amor mai consolidato
o sentito dentro al cuore.
Ogni amore è amor mentito,
deturpato in ogni parte:
ch’è bugiardo è garantito
pur se detto con somma arte.
Quanto male c’è nel mondo?
Quante storie dolorose?
C’è il gioviale, l’iracondo,
ci son spine e poche rose.
C’è chi cerca un bene perso,
un affetto mai trovato,
un qualcosa di diverso,
un amor tanto agognato.
La vita è grama, la vita è dura,
nessun mai ti da una mano:
forse è proprio la natura
fredda e spoglia dell’umano!
Questa vita è un inferno,
una via irta e spinosa
che neanche il Padre Eterno
ci ha mai capito qualcosa.
C’è il povero ammalato
che si attacca alla preghiera,
all’amor di quel Creato,
notte, giorno, mattina e sera.
C’è chi fa sempre la guerra
con quell’odio atroce in cuore
deturpando questa terra
unta e strutta dal dolore.
C’è chi ha nelle sue vene
odio e sangue putrefatto,
mai amor che gli appartiene:
< Ditemi voi se non è matto?>
C’è chi beve sangue e si disseta,
chi digiuna e fa la dieta,
chi è scrittore e fa il poeta
e chi ha una vita sempre lieta.
C’è chi va piano e chi a mille,
chi fa il pieno di benzina
con lo sguardo da imbecille
verso chi non più cammina.
Ogni povero è incallito,
rassegnato al suo destino,
ormai sarà sempre ferito
lungo tutto il suo cammino.
Chi ha lo scettro del potere
sta in alto e se la gode
nel veder chi col sedere
scivola giù dalle pagode.
< Questo è un lato della vita,
forse un altro io scriverò,
e non sarà rosa fiorita
ciò che da dire ancor dovrò!!!>
(composto da mio fratello Rocco Albanese)
Pensieri scritti da
Pietro121 alle 17:16 |
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